Il bagatto: il primo arcano dei tarocchi di Marsiglia

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Parlando di tarocchi, è impossibile prescindere dai significati attribuiti dalla tradizione alle varie figure (in gergo specialistico arcani) che compaiono sulle ventidue carte dei Trionfi marsigliesi. Questi ultimi costituiscono la versione attualmente più utilizzata di una lunga trasmissione iconografica di ispirazione allegorica, cominciata nel Medioevo (alcuni collegano la tradizione dei tarocchi a un’opera letteraria di Francesco Petrarca, I Trionfi, e quindi alla nascita dell’Umanesimo).

L’arcano numero 1 dei tarocchi di tradizione marsigliese è la carta del Bagatto (Bateleur), termine di origine latina indicante il buffone o il giocoliere. La carta è conosciuta anche con il nome di Artigiano, Giocoliere o Mago.

Questo giovane uomo dai ricci dorati è la figura incaricata di introdurci nel mondo simbolico e spirituale della cartomanzia. Indossa un copricapo a forma di otto coricato (simbolo dell’infinito) e i suoi abiti di solito alternano in modo perfetto il blu e il rosso, anche nelle calzature.

Un elemento fondamentale della carta è costituito dal tavolo antistante il Bagatto, su cui sono posati degli strumenti. Il giovane tiene nella mano destra una moneta d’oro (simbolo del seme di Denari) e nella sinistra una bacchetta magica (che rimanda invece ai Bastoni). Sul tavolo sono posati una Coppa (altro seme delle carte) e un pugnale (che rimanda alle Spade).

Un altro oggetto spesso presente nell’arcano è una coppia di dadi, che costituisce quasi una provocazione rivolta a chi si addentra nei segreti della cartomanzia e simboleggia alla perfezione lo spirito con cui va interpretata questa carta: il Bagatto ci introduce in un’avventura piena di sorprese, di dinamismo e gioia di vivere, è la rappresentazione arcana della giovinezza, intesa anche come gioco, in cui si vince o si perde.

In piedi di fronte al suo tavolo, il Bagatto diventa la rappresentazione di un artefice della propria vita (non per niente è spesso interpretato anche come Alchimista). La bacchetta e la moneta simboleggiano il mondo emotivo e quello fisico; sul tavolo si trovano invece le sfide del futuro: il piano affettivo (la coppa) e quello intellettuale (la spada), che il Bagatto dovrà imparare a dominare per crescere e realizzare il proprio destino. Il copricapo rappresenta l’eterno ritorno di queste fasi e una continua rinascita.

La postura del Bagatto indica invece un’estrema indecisione: pur essendo in piedi – e quindi in posizione attiva – lo sguardo rivolto di lato e la posizione dei piedi in direzioni opposte portano spesso ad associare alla carta significati come astuzia e inganno.

Al Bagatto è associata la lettera ebraica Aleph, che nella Cabala rappresenta lo spirito del Dio vivente.

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