Investimento immobiliare alle Canarie: perché approfittarne subito

dove investire alle Canarie

Dal dopoguerra ad oggi la situazione economica non è mai stata tanto fragile e incerta come negli ultimi dieci anni.

L’avvento dell’Euro ha dimezzato il potere d’acquisto che avevamo con la Lira, il mercato immobiliare è crollato così come sono venute a mancare tutte le altre forme di capitalizzazione.

Oggi gli investimenti proposti equivalgono più o meno a giocare in borsa, roba da specialisti (e forse nemmeno); per i profani è meglio giocarsi tre numeri al lotto.

Quelli una volta considerati beni rifugio come oro, opere d’arte, diamanti e mattone, in momenti di crisi globale rappresentano un rischio, alla pari dei prodotti finanziari.

Probabilmente sono definitivamente cambiati i metodi di investimento: non è più pensabile il deposito o l’acquisto tranquillo di un bene immobile.

Tutto è diventato più veloce, investire vuol dire comprare e rivendere tenendo d’occhio il mercato, il che richiede una visione futuristica a breve e a medio termine.

Occorre innanzitutto approfittare di occasioni che capitano in determinati momenti, dettate da leggi volatili e transitorie che riguardano non solo il bel paese, ma la Comunità Europea della quale nel bene o nel male facciamo parte.

 

Gli immobili turistici

 

Ci sono paesi come la Spagna che si lasciano trainare dalle bellezze paesaggistiche del proprio territorio, valorizzandone il territorio e creando i presupposti per un mercato florido e costante.

L’arcipelago delle Canarie, una meta turistica molto gettonata sia per la qualità della location, sia per i prezzi contenuti, al momento offre notevoli possibilità di investimento.

Grazie al REF, il regime fiscale privilegiato che il governo spagnolo ha deciso di adottare sulle isole, le Canarie rappresentano un terreno di capitalizzazione che al momento non ha rivali.

L’organizzazione turistico ricettiva ha reclutato 39 milioni di presenze nel 2017, di cui 11 milioni di spagnoli, il restante dall’estero.

Acquistare un immobile in una delle isole maggiori (Gran Canaria, Tenerife, Lanzarote, Fuereventura) può costare dai 50.000 € al milione, dipende dalle esigenze e dalla capacità d’investimento, comunque è un affare.

Un investimento tranquillo, di quelli facilmente gestibili, è il classico loft: un grande soggiorno, angolo cottura, divano letto e bagno, oppure un monolocale; prezzo dai 90.000 ai 140.000 €.

Se ben amministrato, un locale simile può rendere fino al 15% all’anno.

 

Le norme

 

Sui luoghi dichiarati turistici la licenza d’affitto prevede il possesso di almeno il 51% del totale degli immobili.

Nelle zone considerate residenziali, questo vincolo non esiste e si è in diritto di affittare il proprio locale anche se unico.

Le spese di accatastamento sono dello 0,50% sul prezzo all’acquisto in caso di cessione da un privato (una casa già preesistente), altrettanto per le spese notarili; il totale delle imposte ammonta a circa il 7,5%.

Un cittadino italiano che acquista in loco è tenuto a pagare l’IBI, calcolato sul valore catastale determinato dall’Ayuntamiento e l’IRPF, tutto in Spagna.

Se si è intenzionati a affittare l’appartamento, è preferibile investire sulle isole maggiori (Gran Canaria e Tenerife), dove il flusso turistico è costante durante tutto l’anno, mentre se si intende acquistare per uso personale, le altre location dell’arcipelago sono altrettanto appetibili.

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