Mauro Laus, dalla Basilica al Piemonte

mauro laus torino

Mauro Laus è nato e vissuto a Lavello, in Basilicata prima di trasferirsi a Torino e conseguire la laurea in Giurisprudenza.
Da qui la strada è stata ardua ma ricca di soddisfazioni, fino alla sua elezione a Presidente del Consiglio Regionale del Piemonte, dove ha potuto mettere in pratica la sua capacità di identificarsi con la gente e rendersi non solo portavoce delle loro istanze, ma anche impegnandosi a fare di più del minimo indispensabile.
La lingua che parla Mauro Laus non è il “politichese” che si ascolta di solito nelle tribune elettorali e in questo si potrebbe definire un “politico atipico”. Il presidente, infatti, va dritto al problema, senza giri di parole e cerca di impegnarsi sempre di più e in modo fattivo per questioni di civiltà e dignità del cittadino, del lavoratore e di tutti coloro che devono far valere i loro diritti inalienabili.

Le lotte civili di Mauro Laus

Mauro Laus porta con se lo spirito guerriero, ma fatto solo di lotte con le parole e l’intelligenza, che è proprio del sud dove la rivendicazione dei diritti è sempre stata forte.
Il presidente del consiglio regionale Mauro Laus è dalla parte di queste persone a cui dà voce attraverso la sua presenza in tutte le occasioni in cui è giusto rappresentare le istituzioni, e non solo a livello regionale.
Tra le lotte civili portate avanti da Mauro Laus c’è quella per l’istituzione di una legge per il salario minimo, perché venga innalzato almeno a 8 euro l’ora.
Molti cittadini gli hanno fatto presente, anche tramite i social network con cui si interfaccia volentieri e che usa in modo proficuo per il dialogo con tutti, che tanti lavoratori percepiscono una paga oraria che si aggira intorno ai 4 euro l’ora. Significa che nella migliore delle ipotesi percepiscono 600-650 euro al mese. E’ uno stipendio ben al di sotto della soglia di povertà che ogni anno l’Istat rende nota attraverso ricerche approfondite sul paniere degli italiani.
Quello che Laus ha intenzione di fare, riguarda l’approvazione di una legge che garantisca appunto il salario minimo e per questo ha chiamato a raccolta non solo il gruppo consiliare del PD del Piemonte, ma ha contattato personalmente il premier Matteo Renzi, che è anche segretario del suo partito.
Gli ha scritto una lettera dove segnala questo grave problema che va assolutamente posto sotto l’attenzione delle istituzioni più alte e al quale bisogna dare una risposta.
C’è in gioco, infatti, non solo la dignità dei lavoratori, ma anche delle persone e, guardando al futuro, anche l’importo di una pensione che rischia di essere terribilmente insufficiente per garantire un tenore di vita quanto meno sereno.
Mauro Laus, in riferimento a questo grave problema, non ha usato mezze misure, affermando che se si continua su questa strada si può parlare di “istituzionalizzazione della povertà” e questo non è accettabile in un Paese come l’Italia, che deve anche ripartire dopo la schiacciante esperienza di una crisi che ha decimato gravemente i posti di lavoro.

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