Polemica panchine rosse, Laus risponde a Salvini

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Ancora accesa la polemica sulle panchine rosse, Laus risponde a Salvini.

Non pensava il presidente del Consiglio della Regione Piemonte, Mauro Laus, che la sua iniziativa virale contro la violenza sulle donne si trasformasse in un polverone. Il progetto messo in atto ha previsto infatti la colorazione in rosso e la rivalutazione di numerose panchine con disegni e frasi contro e riguardo la violenza sulle donne. Un vero e proprio messaggio per coinvolgere tutti anche nella propria vita quotidiana, incuriosire le persone e farle interessare a un tema troppo spesso sottovalutato in Italia, un tema che rende il nostro paese maglia nera per il femminicidio e per le violenze domestiche, un tema che necessita una forte sensibilizzazione e una seria lotta sia legale che culturale.

La polemica di Salvini

É stato Matteo Salvini a lanciare la polemica dicendo che su quelle panchine si siedono solo spacciatori e “papponi”, criticando l’iniziativa come inutile e come uno spreco di risorse e denaro. Oltre alla reazione dei torinesi, innervositi dalle parole del leader del Carroccio, la risposta di Laus non è tardata ad arrivare.
Dopo il polverone scatenato dal leader della Lega Nord, infatti, Il presidente del consiglio della Regione Piemonte ha ribattuto alle parole di Salvini sottolineando l’importanza sociale del progetto e proponendone anzi l’estensione a tutto il paese.
La risposta, che ha viaggiato attraverso i social, è stata accolta con grande soddisfazione dai cittadini e dal mondo dei social network. “Io decido con le donne” ha sottolineato Mauro Laus annunciando la sua disponibilità e il suo sostegno al proseguimento del progetto della commissione Pari Opportunità.
È stata sua l‘idea di estendere a livello regionale e nazionale la campagna delle panchine rosse, un progetto importante e culturale da affiancare a politiche contro la violenza sulle donne, un progetto che ha il compito di portare un messaggio preciso e fare aprire gli occhi anche a chi troppe volte non vuole guardare.

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